EMPATHY - Serena Di Serio
La personale, a cura di Carmen DʼAntonino con la direzione artistica di Gennaro Petrecca, arriva dopo la partecipazione della fotografa isernina alla collettiva internazionale “Static Cinemaˮ di Venezia.
Unʼindagine per immagini sul rapporto profondo, fragile e spesso contraddittorio che lega lʼuomo alla natura e al mondo animale.
Venerdì, 2 ottobre 2026, negli spazi della galleria Spazio Arte Petrecca di Isernia, apre “EMPATHYˮ, mostra fotografica personale di Serena Di Serio, a cura di Carmen DʼAntonino.
Per la fotografa isernina si tratta di un ritorno nella propria città dopo un percorso di ricerca e di esperienze espositive che nelle ultime settimane lʼha portata anche a Venezia, dove ha partecipato a “Static Cinemaˮ, collettiva internazionale organizzata e prodotta da ART-ICON negli spazi di San Pietro – Cantieri del Contemporaneo, in rogramma dal 3 al 24 settembre. Il progetto veneziano, dedicato al dialogo tra fotografia, cinema e arti visive contemporanee, ha riunito artisti affermati e nuove voci della scena internazionale.
Unʼesperienza che contribuisce a segnare unʼulteriore tappa nel percorso artistico di Serena Di Serio, che con “EMPATHYˮ porta avanti una ricerca fondata sulla fotografia come strumento di osservazione, interrogazione e ascolto.
Al centro della mostra cʼè la relazione tra essere umano, natura e animalità.
Le immagini, prevalentemente in bianco e nero, si allontanano dalla fotografia puramente descrittiva per costruire un linguaggio fortemente evocativo: montagne, foglie, acqua, terra e presenze animali diventano elementi di una narrazione visiva nella quale la natura non è semplice scenario, ma soggetto vivo, originario e resistente.
Il lavoro di Di Serio invita lo spettatore a modificare il proprio punto di vista e a riflettere sulla posizione dellʼuomo allʼinterno del mondo naturale.
Lʼassenza o la marginalità della figura umana lascia spazio alla materia, ai contrasti, alle forme e alle tracce del vivente, dando vita a immagini sospese tra realtà e dimensione interiore.
Come scrive la curatrice della mostra Carmen DʼAntonino: “Nelle fotografie di Serena Di Serio la natura non è soltanto un soggetto, ma una rete di relazioni tra forme, organismi e sguardo umano. Attraverso il bianco e nero, lʼartista riduce la familiarità immediata del paesaggio e lascia emergere luce, materia, profondità e ritmo. Lʼapparizione del cerchio rosso interrompe lʼuniverso monocromatico, attirando lʼattenzione e rendendo visibile il gesto umano che seleziona, distingue e trasforma ciò che osserva. La ricerca di Di Serio si sviluppa così sulla soglia tra natura e artificio, presenza e assenza, materia e dissoluzione. Le sue immagini non cercano di spiegare il mondo naturale, ma invitano a fermarsi davanti a esso, interrogando la responsabilità del nostro sguardo e la possibilità di trasformarlo da strumento di appropriazione a occasione di relazione.ˮ
