INCONSUETA FORMA Fernando Battista (1941-2018)
Inconsueta forma è il titolo della prima
retrospettiva dedicata all’arte di Fernando Battista, a tre anni dalla sua
scomparsa, realizzata per volontà del fratello Giuseppe e dei figli Cristian e
Solidea, ospitata presso la galleria Spazio Arte Petrecca e a cura del critico
d’arte Tommaso Evangelista. Battista è stato tra gli artisti più significativi
e influenti dell’arte molisana del secondo Novecento. Formatosi all’Accademia
di Belle Arti di Napoli e successivamente nel solco guttusiano del realismo sociale
matura, negli anni, un’evoluzione significativa della pittura transitando per
cicli e periodi e approdando, in conclusione, ad una forma astratta e informe,
di grande potenza cromatica e materica. Scrive Evangelista: «Vi sono diverse
anime che convivono ed emergono, sovente con violenza, esplicitando tensioni
sempre visibili ma mai percepite come conflitti sulla tela, e così la
dimensione del realismo si piega nelle suture di una sostanza grumosa e
instabile come instabile è la pittura ogni qual volta ha abbandonato le
splendide utopie sociali del dopoguerra. L’inconsueta forma del titolo è la
formulazione pittorica che nasce dalla maniera, diventa traccia e cerca un
nuovo equilibrio nell’essenza di una pennellata, la quale quanto più diventa
gestuale e materica negli anni, tanto più configura i contenuti quali archetipi
e non più miti». Ricorda invece Petrecca: «La mostra che ospito con piacere in
galleria per alcuni versi ha il merito di rinverdire in me gli anni belli dei
premi di pittura e di arte del dissenso, delle biennali e dei concorsi ancora
non contaminati dall’ “art system”, dalla spettacolarizzazione e mercificazione
del mercato, ed è una mostra che rivendica l’appartenenza della pittura alla
mano del pittore più che alla influenza del curatore o del gallerista di
successo. Fernando Battista di questa libertà di pensiero ha fatto il suo grido
di battaglia in modo fiero, ai limiti dello scostante, primeggiando con un
atteggiamento di distacco, insieme ai suoi pochi amici, in un mondo che si appiattiva
in una dimensione benpensante, interessata, piccolo borghese. Eppure, dietro
questa maschera schiva ai limiti del burbero si nascondeva un uomo sensibile,
capace di commuoversi nel ricordo dell’amata, un uomo che negli eccessi tentava
di trovare un suo personale equilibrio». All’ingresso una piccola rassegna è
dedicata al figlio, Cristian Battista, con la presenza di otto opere di piccolo
formato, creando una continuità generazionale di grande forza poetica. La
mostra è accompagnata dal catalogo edito da EdartEdizioniVERNICE INAUGURALE E APERTURA AL PUBBLICO
domenica
19 dicembre ore 18:00
La vernice d’apertura della mostra è prevista il giorno 19
dicembre 2021 alle ore 18.00 presso le sale della Galleria in Corso Marcelli
180 a Isernia. Intervengono: il critico d’arte Tommaso Evangelista. A dare il benvenuto ai presenti saranno la
storica dell’arte Carmen D’Antonino,
insieme all’avvocato Gennaro Petrecca.
L’apertura al pubblico, per tutta la durata dell’esposizione, è prevista dal martedì al sabato, dalle 18 alle 20 e la domenica su
prenotazione sempre nei limiti delle restrizioni previste dall’emergenza
sanitaria. Ingresso contingentato, obbligo di mascherina. È gradita la
prenotazione.
NOTA BIOGRAFICA - Fernando Battista. Nato a Isernia nel 1941 compie gli studi artistici presso
l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Inizia la sua attività espositiva
giovanissimo, quando già nel 1956 espone a Roma in diverse collettive. Nel 1961
partecipa alla VI Mostra nazionale d’arte contemporanea di Termoli. Nel 1962 si
trasferisce in Puglia, a Corato, dove insegna nel locale Istituto d’Arte; qui
conosce la sua futura moglie. Tra le mostre pugliesi del periodo si segnala nel
1964 la partecipazione alla Biennale d’arte di Bari. Nel 1967 ottiene
l’insegnamento presso l’Istituto d’Arte di Isernia dove rimane fino al 1970
quando è chiamato ad insegnare presso il Liceo Artistico di Cassino. Nel 1972
tiene una personale alla Galleria “Il Fante dei Fiori” di Bari; nello stesso
anno è invitato alla XVII Mostra nazionale d’arte contemporanea di Termoli. Il
1973 è l’anno dei grandi lavori: realizza il quadro “Vietnam” e l’opera
“Veniamo da lontano andiamo lontano” per il Festival garganico dell’Unità. Del
1974 la partecipazione al V Premio Mazzacurati e la personale presso il Centro
culturale “Studio 188” di Trani. Nel 1975 è invitato alla X Quadriennale d’Arte
di Roma nella sezione “La nuova generazione” con l’opera “Una finestra sulla
strage”. In questo periodo si segnala l’amicizia e il sodalizio con Renato
Guttuso. Nel 1977 partecipa al VI Premio Nazionale Accademia Pontano di Napoli;
nel 1980 alla Rassegna d’Arte Molisana Comune di Termoli; nel 1983 dipinge il
ciclo autobiografico “L’uccello aveva ragione” ed è presente all’Expo Arte
Bari; nel 1986 alla Rassegna Internazionale Genazzano ’86. Del 1988 è la
personale alla Galleria “Il Minotauro” di Roma e la presenza all’Expo Arte di
Bari. Dal 1988 al 1990 la presenza presso il Premio Sulmona. Del 1989 è la personale
alla Galleria “Emilarte” di Firenze e nel 1990 quella presso la galleria Arte
’90 di Isernia. Nel 1991 la collettiva “I Margini del Segno” determina la
costituzione di un gruppo di artisti molisani. Tra il 1991 e il 1994 si
segnalano personali presso la galleria “Renzo Spagnoli Arte” di Firenze e
presso la sede universitaria di Isernia. Registriamo un cambiamento dello stile
che diventa maggiormente informale e astratto, quasi ermetico nella definizione
delle forme. Nel 1996 entra a far parte del Gruppo III Millennio col quale
espone in diverse collettive nazionali. Nel 1998 la collettiva “Sequenze
cinquant’anni di arte in Molise” e nel 2004 la collettiva “Genius Loci” segnano
il punto dell’arte contemporanea in Molise. L’ultima personale, nel 2016, si intitola
“Lo sguardo altrove” ed è stata allestita presso lo spazio Pentacromo di
Cassino. Muore nel 2018. Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni
pubbliche e private.
