RADICI - ENZA MONETTI
La Galleria Spazio Arte Petrecca è lieta di presentare Radici, mostra personale di Enza Monetti, in programma dal 14 maggio al 6 giugno 2026, con direzione artistica di Gennaro Petrecca e a cura di Carmen D’Antonino e Maria Rosaria Rosato Ferretti, sotto il patrocinio del Comune di Isernia. Questa esposizione racchiude tutto il percorso di Enza Monetti, il riferimento alla natura ed al suo valore. La sintesi tra materia e forma, tra logica e spiritualità. Ove le opere tracciano un pensiero filosofico e costruiscono un percorso di riconoscibilità. In questa mostra “Radici”, il protagonista: è lui l’Albero, con doppia chioma.
Come sottolinea Maria Rosaria Rosato Ferretti, “le Foglie rappresentano ciò che cambia e si rinnova, mentre le Radici custodiscono l’essenza e la nostra storia”, evidenzia il valore di una crescita e la capacità di evolvere mantenendo saldo l’equilibrio tra innovazione e tradizione. Enza Monetti adopera con sapienza differenti materiali: leviga legni, li scolpisce, adopera tele antiche, traccia segni, sino ad irrompere con luci nelle light-box. Nulla è casuale. La materia è come un “lobo cerebrale” che racchiude memoria e la trasforma, portando con sé le emozioni.
Nel testo critico, Carmen D’Antonino osserva come “la radice non è origine statica, ma nodo relazionale, punto di attraversamento tra memoria e trasformazione”, sottolinea la pragmaticità dell’artista, privilegiando il risultato. Come già detto l’albero è l’immagine che si impone, genera e da vita alle sue opere: le sue ramificazioni evocano sistemi complessi, biologici e simbolici, suggerendo una visione della realtà come rete in continua evoluzione.
Secondo Gennaro Petrecca, Enza Monetti si configura come “raffinata interprete della natura, capace di rielaborarla attraverso tecniche e supporti diversi, in un linguaggio coerente e riconoscibile”.
La mostra è un percorso immersivo in cui ogni opera dialoga con le altre, costruendo un sistema aperto basato su variazioni e continuità. In questo contesto, la fragilità emerge come valore generativo, capace di aprire nuove possibilità di relazione tra umano e trascendentale.
Radici si presenta così come un dispositivo poetico e critico che invita il pubblico a riflettere sul proprio legame con la natura e con la memoria, in un tempo segnato da profonde trasformazioni.
